Novità Dunwich Edizioni: "Lovecraft’s Innsmouth" di Claudio Vergnani


Titolo: Lovecraft’s Innsmouth
Autore: Claudio Vergnani
Genere: Horror
Pagine: 462
Prezzo: € 2,99 
Link per l’acquisto: http://goo.gl/MWDywU


SINOSSI
«A volte ci si muove in un territorio vago», disse il professo­re. «Pieno di nebbia. Una nebbia fitta, che rende ciechi, che as­sorbe ogni rumore e fa perdere l’orientamento. Ecco, a Inn­smouth noi ci muoviamo in quella nebbia. Non sappiamo niente di ciò che vi si nasconde dentro. Intuiamo qualcosa. E quel qualcosa intuisce a sua volta la nostra presenza.» Prese la saliera e la posizionò a capotavola. «Questi siamo noi», spiegò. «Per trovare ciò che cerchiamo dobbiamo avanzare in quella foschia.» Spostò la saliera in avanti. Poi mise un bicchiere nel centro. «Questa è Innsmouth. Quella vera. È tutto ciò che noi possiamo vedere. Ma è anche ciò che gli altri possono vedere.» Posizio­nò il con­tenitore del pepe all’altro capo della tavola. «Ecco, questi sono… loro. Noi avanziamo in mezzo alla nebbia, verso Innsmouth. Ma naturalmente così facendo po­tremmo finire per segnalare la nostra posizione. Allora forse sarebbe più saggio rimanere fermi.» Riportò la sa­liera al punto di partenza. «Ma anche questa scelta non è priva di pericoli. Rimanendo fermi saremmo un bersaglio facile da inquadrare. E allora forse sarebbero loro ad attraversare quella nebbia per raggiungerci.» 
Assistetti inquieto alla marcia del pepe verso di noi.
Scese il silenzio. La superficie del tavolo sembrava vera­mente svaporare in una caligine indistinta. Dovetti sbattere due o tre volte le palpebre per fugare quella sensazione. 

DALLA PREFAZIONE DI FRANCO PEZZINI
“… Ritroviamo i due personaggi come perplesse guardie del corpo di un professore – tal Franco Brandellini – in visita presso una specie di Disneyland lovecraftiana sulle coste del Massachusetts: una Innsmouth farlocca dove i turisti assistono a finti rituali e vagano sghembe comparse camuffate da uomini pesce. Possibile che sotto il velo della mascherata ci sia qualco­sa di vero? O anche questo rientra nel gioco di specchi e di nebbia di una situazione continuamente cangiante, dove le cer­tezze sembrano slittare come i piedi sull’umidore della costa?”

L’AUTORE
Claudio Vergnani nasce a Modena nel 1961. 
Svogliato studente di Liceo Classico, ancor più svogliato studente di Giurisprudenza, preferisce passare il tempo leggen­do, giocando a scacchi e tirando di boxe. Allontanato per indi­sciplina dai Vigili del Fuoco, dopo una breve e burrascosa pa­rentesi militare ai tempi del primo conflitto in Libano, sbarca il lunario passando da un mestiere all’altro, perso nei ruoli più di­sparati ma sempre in fuga da obblighi e seccature. 
Nel 2009 si fa conoscere ed apprezzare, grazie a uno stile originale e innovativo – che intreccia ironia, horror e action ad una malinconica vena esistenziale – con il suo primo romanzo, Il 18° Vampiro, seguito da Il 36° giusto (2010) e da L’ora più buia (2011), trilogia pubblicata dalla casa editrice Gargoyle di Roma. 
Nel 2010 partecipa con il racconto Il nuotatore all’antologia Stirpe angelica, edita da Edizioni della Sera. 
Collabora con riviste e magazine come Il Posto Nero, Nero Cafè e Altrisogni, pubblicando recensioni e racconti.
Nel 2013 pubblica I Vivi, i Morti e gli Altri con Gargoyle books e il thriller Per ironia della morte con Nero Press.

UN ASSAGGIO
I suoni cadenzati – qualcosa di bagnato che colpiva la pietra levigata del pozzo – si facevano più forti. 
I rumori si avvicinavano. Chiunque – qualunque cosa – stesse risalendo le pareti stava per uscire. 
Persino Mariko fissava come ipnotizzata gli orli del foro, respirando a fatica. Le presi una mano, che lei strinse con forza. 
Buttai lì una frase nata dalla disperazione: «Qualunque cosa uscirà da quel cazzo di pozzo non potrà toglierti ciò che sei. Mi senti? Ricordalo.»
Si riscosse, distogliendo per un momento lo sguardo dal pozzo. Mi guardò negli occhi con un’intensità che non le avevo mai visto prima, e alla fine mi baciò. Un bacio istintivo, in­condizionato, disperato.
Poco da fare. Ci si può credere evoluti o superiori finché si vuole, ma certe cose danno forza. Mi sentii pronto a tutto. L’unica cosa che contava era difenderla. Nel momento supre­mo molte cose che si pensa abbiano tanta importanza scom­paiono. 

I rumori si arrestarono a pochi metri dal ciglio. Il silenzio era così profondo che potevamo sentire il gocciolio dell’acqua che fluiva dalla cosa e ricadeva in fondo, nell’oceano. 
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