"La sposa scomparsa" Rosa Teruzzi

Ciao a tutti,
Eccomi qui con una nuovissima recensione. Oggi vi parlo del libro “La sposa scomparsa” di Rosa Teruzzi uscito da pochissimo per Sonzogno ad un prezzo di €14,00.
Ma prima di tutto vi voglio parlare dell’autrice, si ho avuto l’onore di incontrala e ne sono rimasta veramente colpita.
Rosa Teruzzi giornalista e caporedattore della famosissima trasmissione Quarto Grado.
Una donna piena di vita, forte, con le sue parole riesce a incantarti e a farti sognare. Una donna che ama il suo lavoro e che riesce a trasmetterti tutta la sua passione. Anch’io un giorno spero di riuscire a intraprendere la strada del giornalismo, chissà.
Scoprire come sono nati i personaggi, com’è nata l’idea della loro casa è bellissimo soprattutto vederlo dagli occhi all’autrice, vedere l’amore che prova per i suoi personaggi e per i luoghi in cui è svolta l’intera storia. Un’esperienza fantastica incontrare la mamma di un bellissimo libro, che ti ha colpito e che sicuramente rimarrà tuo nel cuore per molto molto tempo.

Ma ora parliamo un po’ del libro.

Siamo a Milano esattamente nel 2014, l’estate più bella di tutti i tempi frasca e piovosa, fantastico!
Alla porta della nostra protagonista Libera suona una donna vestita completamente in nero, una donna in lutto da molto tempo troppo tempo, una donna alla ricerca della verità. Sua figlia, Carmen, è scomparsa trent’anni fa e da allora nessuno ne ha più avuto notizie. La madre con si da per vinta vuole delle risposte vuole la verità! Qui entreranno in gioco Libera e Iole, la madre. Diventeranno delle piccole detective, visto che la figlia di Libera, Vittoria, agente della polizia per il momento non vuole occuparsi del caso. Vittoria in cerca di vendetta per la brutale morte del morte, una morte al quale non si è ancora rassegnata.
Quindi Libera e Iole cominceranno, a modo loro, ad indagare sulla scomparsa di Carmen.
Due bellissimi personaggi, soprattutto Iole tutta da scoprire e amare.
La Milano di tutti noi raccontata tra queste bellissime pagine, indagherete insieme a loro e sopratutto vi scervellerete per scoprire chi c’è dietro al mistero, e a volte il più piccolo insignificante dettaglio può riportare alla luce misteri di trent’anni fa, tutto e tutti sono importanti non bisogna MAI dare nulla e nessuno per scontato.
Ma la cosa che più mi ha colpito è il casello, dove vivono le nostre carinissime protagoniste. L’ho trovato geniale!! Ora voglio pure io andare a vivere in un casello.

Un libro che vi consiglio vivamente, non vi annoierà e vi terra con il fiato sospeso. Diventerete anche voi dei piccoli detective.
Incrociamo le dita e speriamo arrivi presto un seguito, dopo il finale e uno strano ritrovamento devo assolutamente sapere!!!!


Trama:
Dentro Milano esistono tante città, e quasi inavvertitamente si passa dall’una all’altra. C’è poi chi sceglie le zone di confine, come i Navigli, a cavallo tra i locali della movida e il quartiere popolare del Giambellino. Proprio da quelle parti Libera – quarantasei anni portati magnificamente – ha trasformato un vecchio casello ferroviario in una casa-bottega, dove si mantiene creando bouquet di nozze. È lì che vive con la figlia Vittoria, giovane agente di polizia, un po’ bacchettona, e la settantenne madre Iole, hippie esuberante, seguace dell’amore libero. In una piovosa giornata di luglio, alla loro porta bussa una donna vestita di nero: indossa un lutto antico per la figlia misteriosamente scomparsa e cerca giustizia. Il caso risale a tanti anni prima e, poiché è rimasto a lungo senza risposta, è stato archiviato. Eppure la vecchia signora non si dà per vinta: all’epoca alcune piste, dice, sono state trascurate, e se si è spinta fino a quel casello è perché spera che la signorina poliziotta possa fare riaprire l’inchiesta.  Vittoria, irrigidita nella sua divisa, è piuttosto riluttante, ma sia Libera che Iole hanno molte buone ragioni per gettarsi a capofitto nell’impresa. E così, nel generale scetticismo delle autorità, una singolare équipe di improvvisate investigatrici – a dispetto delle stridenti diversità generazionali e dei molti bisticci che ne seguono – riuscirà a trovare, in modo originale, il bandolo della matassa, approdando a una verità tanto crudele quanto inaspettata.
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