BlogTour “Loving Donovan” Mari Thorn – Anne Went

Ciao a tutti e benvenuti sul mio Blog! Oggi esce un carinissimo libro “Loving Donovan” di Mari Thorn e Anne Went e proprio qui sul  mio Blog troverete l’anteprima e alcune informazioni. Siete pronti?

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TITOLO: Loving Donovan
AUTORE: Mari Thorn – Anne Went
EDITORE: Self-publishing
DATA  PUBBLICAZIONE: 13 Dicembre 2016
GENERE: Romance
FORMATO: Ebook
PREZZO:

 

 

SINOSSI

-Sei insistente!  
-Il mio curriculum preferisce l’espressione: ‘professionale’, signore.
-Sei esasperante!
-Faccio solo tesoro degli insegnamenti ricevuti, signore.
-Sei una maledizione!
-Evidentemente hanno ritenuto gliene occorresse una, signore.

Cliff Brewster è il giovane e geniale erede di una famiglia dal recente passato nobiliare. Ha una mente brillante che lo ha fatto spiccare nel mondo degli affari e una ancor più brillante predisposizione a godersi la vita.
Un mix esplosivo. Una preoccupazione non da poco per sua nonna, la temibile Lady Brewster. Come impedire che Cliff disperda il suo potenziale? Semplice, ponendogli accanto un ‘tutor’ che ne regoli l’esistenza. E chi meglio di un maggiordomo? Ma siamo nel terzo millennio e le donne hanno ormai conquistato ruoli che una volta erano appannaggio dei soli uomini. Così Lady Brewster ingaggia non IL, ma LA migliore “butler” d’Inghilterra.
Ferrea e inflessibile, anche se dotata di una dolcezza nascosta, Greta Donovan avrà il non facile compito di contenere gli eccessi del giovane Brewster e Cliff ricambierà facendo di tutto per liberarsi di lei.
Persino Teddy, Charlie e Susan, gli inseparabili amici di Cliff, non riusciranno ad evitare di affezionarsi a Don, e quando lui scoprirà di poter essere migliore grazie al suo instancabile sostegno, sarà la fine per il loro strano rapporto di lavoro.
Don è spiazzata: può un datore di lavoro, diventato un amico, trasformarsi in qualcosa di più?
E Cliff accetterà di cambiare? A che prezzo?
Greta si rifiuta anche solo di pensarlo e Cliff dovrà dimostrarle di essere cambiato, ma la cocciutaggine di una temibile lady darà ad entrambi un’ultima e definitiva opportunità e alla fine… LOVING DONOVAN!

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Ed ora in esclusiva alcuni estratti!

1.

“Cliff dopo questa sparata resta ansante a guardarmi. C’è il mio stesso bisogno assoluto nel suo corpo irrigidito. La stessa voglia di perdersi e la consapevolezza che non succederà.
«Sai che ormai mi ci sto abituando, Don? Dico sul serio. Non riesco più a fare un sacco di cose che erano naturali fino a qualche mese fa. Sto provando a “Donovanizzarmi”, ma di sicuro non voglio “Cliffizzarti”!»
Resisto per un secondo, poi mi scappa da ridere e per fortuna Cliff mi viene dietro. Ecco perché lo amo. Riesce a sdrammatizzare tutto con una battuta. Però chi lo conosce sa che dietro la sua apparenza divertente c’è una testa che funziona in modo perfetto, come gli algoritmi che crea.”

2.

“Mi sveglio nel cuore della notte e quando mi tiro su a sedere nel grande letto la testa non mi duole più come prima. Ho sete. Mi guardo intorno nella stanza avvolta dalla penombra per vedere se Lea ha lasciato da qualche parte la bottiglia dell’acqua e il suono di un lieve respiro mi sorprende. Metto i piedi a terra con cautela e rabbrividisco al contatto con il pavimento freddo, ma mi alzo lo stesso. Rannicchiato su un lettino da spiaggia, coperto da una trapunta e con i piedi che escono fuori di una buona spanna, c’è Cliff che dorme.
Resto ad osservarlo, sorpresa e commossa. Sta cercando di riposare in una posizione impossibile che domani lo lascerà con un mare di dolori e lo sta facendo per non lasciarmi sola. Dimentico l’acqua e mi piego su di lui, così da vederlo meglio. È adorabile, con quell’aria da ragazzino che da sveglio si forza di nascondere dietro un modo di fare a volte indisponente. Gli sfioro uno di quei ciuffi indisciplinati che prova senza risultati a domare e sorrido quando lui si muove nel sonno, infastidito dalla mia carezza leggera.
In silenzio torno a letto e le coltri mi accolgono di nuovo nel loro tepore. Non riesco a smettere di fissare quell’angolo in cui lui dorme scomodo per me. Così torno da lui, spinta da una necessità che se ne frega dei paletti mentali che mi sono imposta, e lo scuoto piano. Dopo un istante lui apre gli occhi e mi mette a fuoco nell’oscurità.
«Non puoi dormire qui, è troppo scomodo» sussurro allungando le mani verso di lui in un silenzioso invito.”

3.

“Azzardo un’occhiata verso di Brewster che si è interrotto e lo scopro impegnato a studiare con sguardo famelico una vetrina piena di dolci, proprio come farebbe un bambino. Dieci minuti dopo siamo davanti all’ingresso del castello e stringiamo tra le mani due enormi cake pop ricoperti di glassa rossa.
«Sembri una bambina», ridacchia complice mentre mi lecco le dita, incurante delle salviettine umidificate che giacciono nella mia borsa.
«Ahimè, in questo caso ritengo di doverle dare ragione. Non ho alcun ritegno quando si parla di dolci grassi e appiccicosi» ammetto indicando il castello, da cui filtrano già le note del concerto. «Se non ci sbrighiamo non vedremo nulla.»
Brewster per tutta risposta si mette seduto su un muretto e mi fa segno di fare altrettanto.
Non vuole più entrare?»
«A dirtela tutta Don, no. Si sente benissimo anche da qui, ho un dolce buonissimo in mano, una città sotto i piedi…», un ampio gesto spazia su tutta la città che si apre sotto di noi come un enorme presepe «e una buona compagnia. Non mi serve altro.”

4.

“Greta si muove incerta, avanza di un passo, si ferma, poi con uno slancio mi stampa un bacio sulla guancia ruvida per la barba non fatta. Quando si ritira abbiamo entrambi l’aria sconvolta. Io, per aver appena scoperto che non ha le labbra fredde di una morta, ma quelle calde e morbide di una donna in carne ed ossa, lei per aver ceduto ad un impulso tanto amichevole.
«Mi scusi, non dovevo» farfuglia avvampando.
«Tranquilla Don, non credo che un tuo bacio mi renderà una statua di sale» la rassicuro infilando le mani in tasca.
Però…  È incredibile! Un bacio. Dall’algida Donovan, la stessa che sto meditando di cacciare. Devo aver toppato in qualcosa…”

5.

“Don, ci credi se ti dico che mi eccito anche quando mi parli di percentuali e di roba finanziaria?» sussurra Cliff con voce affannata. Rabbrividisco e gli allaccio le braccia al collo. Mi viene così naturale ora.
«Non credo lei abbia alcuna intenzione di rendermi la vita facile, vero signore?»
«Esattamente quello che succede a me con te, Don.»
«Però mi aiuterai a montare la libreria Ikea, vero?»
«Ti sembro un uomo che si fa spaventare da una brugola, Don?»
«In effetti, no. E adesso che lo abbiamo appurato e che ho trovato le maestranze per il mio progetto, posso permettermi di procedere con un incentivo?» E prima che Cliff possa rispondere poso le labbra sulle sue in un bacio al sapore di cioccolato.
Cliff mormora qualcosa a proposito di colpi bassi e armi di seduzione femminili, ma si arrende senza alcuna resistenza. I nostri pochi baci sono stati giocosi, sorprendenti, divertiti e stupiti ma mai appassionati. Questo lo diventa all’istante, divampando come un fuoco tra le stoppie. Le mani di Cliff corrono al mio viso, lo stringono e ne percorrono avide ogni forma.
Mi arrendo. Sono innamorata di lui.”

6.

“Adesso sei sobria giusto?»

«Perfettamente.»
«E mi vuoi lo stesso.»
«Sì»
Cliff mi accarezza ancora per un attimo, poi appoggia con delicatezza le labbra sulla mia fronte. «Mi basta, Greta. Non sarà ora,“non sarà domani ma ho imparato ad aspettare. Tu ne vali la pena.”

7.

«Posso essere un bastardo Greta, però sai che non arriverei mai a chiederti una cosa del genere. Ti rispetto troppo, anche se le nostre vedute sono e resteranno opposte.»
«Si. Lo so. È per questo che è meglio smettere adesso.»
«Vuoi davvero farlo Greta? Vuoi davvero che io esca da quella porta stanotte?»
Don inspira come se dovesse prepararsi ad un lungo periodo di apnea. Ormai ha deciso, lo leggo nei suoi occhi. L’irreprensibile maggiordomo tornerà a dimenticarsi di essere una donna appassionata e vibrante e io sarò tagliato di nuovo fuori. E non sono disposto ad accettarlo.
«Stanotte e tutte quelle che verranno. Non cambierò idea, signore.»
Scoppio a ridere nonostante tutto e poso un nuovo bacio sulle labbra di Greta, un bacio divertito e leggero.
«Premetto che probabilmente non succederà mai, ma scommetto che saresti capace di chiamarmi signore anche se facessimo l’amore per tutta la notte!»
Greta sorride, anche se l’idea di finire con me in un letto ed essere amata per tutta la notte le fa infuocare il viso. Resto a contemplare compiaciuto il suo imbarazzo.
«Probabilmente si, signore. Ma come ha giustamente detto, non lo scopriremo mai.»
«Un vero peccato, Don. Perché sono sicuro che sarebbe stata una notte magica. Beh, almeno una cosa però l’ho ottenuta.»
«Ho quasi paura a chiederle di cosa si tratta, signore.»
Con uno sforzo che mi assicurerà di certo un posto in paradiso, le poggio di nuovo il copriletto sulle spalle, seguendo col dito la pelle candida del suo collo. «Adesso ho capito perché ero così arrabbiato e nervoso. Avevo accumulato troppa aspettativa…»
«Prego?»
«Credo di aver aspettato questo bacio da troppo tempo» confesso alla fine.
Greta deglutisce a fatica. «Sono contenta che abbia risolto la questione, signore…»
«Non sto affatto dicendo di averla risolta, Don.»

8.

– Sei insistente, Don!
– Il mio curriculum preferisce l’espressione: ‘professionale’, signore.
– E sei esasperante!
– Faccio solo tesoro degli insegnamenti ricevuti, signore.
– Sei una maledizione!
– Evidentemente hanno ritenuto gliene occorresse una, signore.

9.

«Io mi fido di te, Cliff. Non credo che sarei qui se fosse il contrario. Nemmeno se avessi bevuto tre volte quello che ho bevuto stasera.» Torno ad accarezzargli il viso. Mi piace la sensazione della sua pelle sotto le mie dita, non è una cosa che faccio spesso. Scivolo sulla pelle calda, rido al lieve pizzicore della barba sotto i polpastrelli e mi emoziono quando lui chiude gli occhi e lascia che indugi nella mia ricerca. Le ciglia socchiuse solleticano le mie dita. «Io non voglio trasformarti. Voglio che resti esattamente come sei. Non è divertente essere me, almeno per la maggior parte del tempo» ammetto sfiorando il suo naso con mio. «Sei l’essere più insopportabile che conosco e penso sempre che non sfrutti che una piccola parte delle tue capacità, eppure guarda quello che hai ottenuto. Dovresti essere fiero di te stesso.»

Le palpebre di Cliff si schiudono leggermente, oltre lo schermo delle ciglia il suo sguardo è incerto. «Pensi che le madri dei ragazzi che passano ore davanti ai miei videogiochi senza curarsi più di niente sarebbero fiere di me? Faccio una cosa difficile per creare qualcosa di facile ma non sono un esempio per nessuno.»
Eppure qualcosa nel suo modo di vivere sta cambiando. Cliff forse non lo ha ancora realizzato ma quello che sta facendo con Teddy per la nazione è il primo passo per diventare l’uomo che vorrebbe essere.
«Mi prometti una cosa?» chiedo sfiorando con il mio respiro il suo viso.
«Cosa?»
«Quando ti troverai, vorrei essere la prima a saperlo.»
Cliff mi stringe a sé. «Piccola, dolce Greta. Smetterai mai di avere fiducia in chi non se la merita?»
Mi allontano leggermente e gli rifilo un piccolo pugno. «Smettila di dire così o ti do una ginocchiata sui gioielli dei Brewster e giuro che non ci sarà niente che potrai usare quando sarai finalmente pronto a fare l’amore con me!»
«Don, io sono già pronto per fare l’amore con te. Voglio solo che lo sia tu.»

10.

“Quando ti sei accorta di essere innamorata di me? Perché io davvero non lo so… è successo e basta. Mi sono solo accorto che stavo malissimo quando non eri con me.»
Non riesco a rispondere subito perché Cliff si china a posare un bacio leggero sul mio seno, lì dove la pelle delicata è ancora solcata dalla linea più scura del ferretto del bustier. «Voi donne siete matte a mettervi questa roba solo per farci contenti. Povero amore mio, guarda qui…»
Forse ha ragione Cliff. Non devo essere diversa, perché per un motivo che continua a stupirmi, lui mi ama così come sono. Con i miei silenzi, le mie rigidità, i miei piccoli paletti mentali. Però non voglio nemmeno tornare indietro, perché solo quando ho lasciato dietro il bozzolo che proteggeva la vecchia Greta, ho scoperto cosa vuol dire vivere. E amare.”

11.

“Insegnami a perdere il controllo. Voglio essere libera, voglio essere vera.»
Cliff apre gli occhi e mi afferra, poi scivola nell’acqua e la sua bocca raggiunge il mio seno per catturarlo e succhiarlo. Il mio grido di piacere echeggia nella piccola stanza.
«Guardati Greta. Tu sei vera. Tu sei così, sei fatta di carne e sangue e sei così bella che non riesco nemmeno a farti capire quanto.»
Carne e sangue.
Passione e amore.
Maschio e femmina.
Noi. Cliff e Greta.

Siete rimasti affascinati da questo libro? Non perdetevi le prossime tappe!

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