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**** Recensione “Absence” Chiara Panzuti ***

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Ciao lettori e lettrici come state? Come procedono le vostre letture, al caldo? Io ho da poco finito di leggere “Absence il gioco dei quattro” di Chiara Panzuti, nuova uscita Fazi Editore della loro bellissima collana LainYA.

Da quando ho scoperto della sua uscita era molto entusiasta dall’idea di leggerlo, non vedevo l’ora! Poi la trama colpisce per la sua originalità, almeno a me non è mai capitato di imbattermi in uno Ya dove la protagonista/protagonisti sono completamente invisibili e soprattutto scomparsi letteralmente dalla memoria di tutti!

La scritura di Chiara, che tra l’altro mi ha preso molto soprattutto sul finale, è molto leggera, rilassante, sembra quasi di ascoltare una fiaba. Difficile annoiarsi si è sempre con le orecchie tese perché ci aspettiamo che da un  momento all’altro da dietro l’angolo sbuchi una novità, una nuova avventura, un nuovo inizio un nuovo via.

Ma ora Parliamo un pò della storia e di cosa ne penso. La nostra protagonista è Faith, un nome che adoro, e ha sedicenni. Si ritrova per l’ennesima  volta a cambiare casa e ad affrontare un nuovo trasloco con la mamma, che aspetta una bambina. Tutto d’un tratto la vita di Faith cambia! La madre non la vede, non la sente e sopratutto non se la ricorda. Fa fatica lei stessa a sentire e riconoscere la propria voce. In preda alla paura scappa e si imbatte in un uomo vestito di nero, l’unico che può vederla! Ma chi è quest’uomo, cosa vuole da lei? E sopratutto cos’è quello stano foglietto e dove portano le coordinate scritte sopra? Ma in questa avventura non sarà sola perché sulla sua strada incontrerà Jared, senza ombra di dubbio il mio personaggio preferito, con lui scoprirà dove portano le coordinate e sopratutto come funzionano i vari oggetti che l’uomo in nero gli ha lasciato . Ma non saranno soli perché  viaggio dopo viaggio sulla loro strada si imbatteranno in due personaggi  Scott e Christabel,  come loro invisibili e alla ricerca di un qualcosa. Ma i ragazzi ancora non sanno che in questo gioco non parteciperanno solo loro ma anche altri, che faranno di tutto pur di vincere. Ma cosa devono vincere per  tornare a vedere?

Molto bella la trama vero? Peccato che le continue lagne della protagonista in alcuni punti hanno reso un pò pesante il tutto. Infatti io Faith proprio non la reggo mi sembra infantile, una bambina, che vuole tutto e subito e che non è in grado di vedere che nel male dell’invisibilità ci può essere anche qualcosa di bello ,come la scoperta dell’amicizia e dell’amore insieme  ai suoi nuovi compagni d’avventura. Nei seguiti vorrei vedere un personaggio un pò più vero e serio. Certo sul finale si è completante trasforma dal niente al troppo. E poi si lo devo dire la sua mania di fare le foto con le mani mi ha alquanto innervosito, lei mette le dita a triangolo inquadra e fa click. Ditemi che non sono l’unica a cui ha dato un fastidio tremendo questo modo di fare?!

Comunque secondo me è una trilogia che promette bene, sopratutto dal finale si scopre qualcosa in più su quest’invisibilità improvvisa e devo dire che ha acceso molto la mia curiosità. Non vedo l’ora di leggere i seguiti che sono sicura saranno ancora più belli del primo e che ci porteranno in altri fantastici e bellissimi posti nel Mondo.

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Trama: Viviamo anche attraverso i ricordi degli altri. Lo sa bene Faith, che a sedici anni deve affrontare l’ennesimo trasloco insieme alla madre, in dolce attesa della sorellina. Ecco un ricordo che la ragazza custodirà per sempre. Ma cosa accadrebbe se, da un giorno all’altro, quel ricordo non esistesse più? E cosa accadrebbe se fosse Faith a sparire dai ricordi della madre?
Lain-YA_3D_Absence.jpgLa sua vita si trasforma in un incubo quando, all’improvviso, si rende conto di essere diventata invisibile. Nessuno riesce più a vederla, né si ricorda di lei. Non c’è spiegazione a quello che le è accaduto, solo totale smarrimento.
Eppure Faith non è invisibile a tutti. Un uomo vestito di nero detta le regole di un gioco insidioso, dove l’unico indizio che conta è nascosto all’interno di un biglietto: 0°13’07’’S 78° 30’35’’W, le coordinate per tornare a vedere.
Insieme a Jared, Scott e Christabel – come lei scomparsi dal mondo – la ragazza verrà coinvolta in un viaggio alla ricerca della propria identità, dove altri partecipanti faranno le loro mosse per sbarrarle la strada.
Una corsa contro il tempo che da Londra passerà per San Francisco de Quito, in Ecuador, per poi toccare la punta più estrema del Cile, e ancora oltre, verso i confini del mondo.
Primo volume della trilogia di Absence, Il gioco dei quattro porta alla luce la battaglia interiore più difficile dei nostri giorni: definire chi siamo in una società troppo distratta per accorgersi degli individui che la compongono.
Cosa resterebbe della nostra esistenza, se il mondo non fosse più in grado di vederci?
Quanto saremmo disposti a lottare, per affermare la nostra identità?
Un libro intenso e profondo; una sfida moderna per ridefinire noi stessi.
Una storia per essere visti. E per tornare a vedere.

Seconda tappa BlogTour “L’ultimo Faro” Paola Zannoner

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Benvenuti alla seconda tappa di questo carinissimo BlogTour dedicato ad una nuovissima uscita firmata DeA. Oggi il mio compito sarà quello di presentarvi tutti e 14 i suoi protagonisti! Non preoccupatevi non ci sarà alcuno spoiler, però per alcuni ci saranno un pò più di informazioni mentre per altri un pò meno. Partiamo subito e vediamo chi sono i nostri nuovi 14 amici.

Carte d’identità:

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Età: 13 anni

Segni particolari: Atteggiamento da dura, alta e robusta, è una pessima studentessa, porta i capelli rasati da un lato e lunghi dall’altro, è abbastanza arrogante, da piccola viveva in campagna con i genitori e i tre fratelli portando così un cambiamento nella sua vita e nella sua famiglia.

01yixw-l-610x610-t+shirt-casual-stylish-style-fashion+inspo-tumblr+girl--shirt-gray-trendy-beauty-inspiration-point+clothing-popular+blogger-coolNome: Melissa detta cicca

Età: 12 anni

Segni particolari: Adora masticare la cicca, ogni tanto si concede un bicchierino, ha la memoria un pò troppo corta, ha l’aria assonnata e distratta, è un pò ingenua ed è poco costante a scuola.

tumblr_ng0b7a1aUE1sc2ltro1_500Nome: Samuele

Età: 13 anni

Segni particolari: La sua risata è inconfondibile, le sue esclamazioni sono sempre esagerate, è un buffone e adora attaccar briga, a scuola faceva soldi vendono ai compagni sigarette, cd ecc…

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Età: 14 anni

Segni particolari: Piace alle mamme, di nazionalità Russa, un bellissimo ragazzo, capelli neri e futuro cuoco.

 

ragazze_tumblr_occhi_azzurri_59Nome: Natasha

Età: 14 anni

Segni Particolari: Alta, bellissima e bionda, è la prima volta che vede il mare, ha la mania di protagonismo ama stare al centro dell’attenzione, figlia di immigrati Moldavi ed è molta spavalda.

47f2b1b85353cefa95f47f7f6d61fa56Nome: Walter

Età: 14 anni

Segni particolari: Capelli a spazzola, porta gli occhiali con montatura spessa e nera, timido ma molto intelligente, molto curioso  e un gran appassionato di astronomia non ama la compagnia dei suoi coetanei.

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Età: 13 anni

Segni particolari: Bassa, faccia tonda, sempre sorridente, si entusiasma per tutto, ha perso la madre, vede il bello del Mondo, nonostante tutto è una ragazza felice.

tumblr_lt0ort4eRw1qlig6eo1_500_large_thumbNome: Deindre

Età: 15 anni

Segni particolari:  Magra, capelli lunghi, pallida, porta occhiali enormi, amante della natura, ha problemi con il cibo è quasi anoressica ed è molto timida.

avatarNome: Ahmed

Età: 14 anni

Segni particolari: Alto e magro, da piccolo ha affrontato un lungo viaggio, il viaggio della salvezza, è molto coraggioso e le stelle sono sue amiche.

tumblr_ndv5duMEY71tumicto1_250Mau: Mau

Età: 14 anni

Segni particolari:  Porta gli occhiali, basso di statura, agile e atletico, pratica ginnastica artistica.

 

fileNome: Sergio

Età: 13 anni

Segni particolari:  Vive nei suoi videogiochi, faccia magra, capelli corti, distratto, chiuso nel suo mondo.

 

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Età: 14 anni

Segni particolari:  Figlia di immigrati Curdi, ottima studentessa, timida, non sa niente del suo paese, oltre ai suoi genitori ed ai tre fratelli non ha altri parenti.

madisoonbeersitemodelecantante9Nome: Francesca detta Fran

Età: 12 anni

Segni particolari: Taciturna, il colore rosso la mette in suggestione, ansiosa, ossessionata, non ha amici e non ama stare con le altre persone.

tumblr_njqvhre1xI1u9vosqo1_500Nome: Tudor

Età: 15 anni

Segni particolari:  Bellissimo, pallido, occhi grandi e chiari, look trasandato, tatuato, provocatore e molto saccente.

La mia tappa finisce qui ma non perdetevi le altre tappe, qui sotto il calendario con le date e gli altri blog partecipanti.

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6° casellina del nostro Calendario dell’avvento libroso.

Il titolo che ho scelto è…

“L’uomo che inseguiva i desideri”

Arthur Pepper un uomo di sessantanove anni, purtroppo vedovo da uno. Un lutto che ha reso la sua vita monotona, noiosa e senza la voglia di uscire o vedere gente. Per fortuna il nostro caro protagonista non sarà solo, una vicina un pò troppo invadente, la signora 14495471_828110540658456_929942220044248465_nBernadette Patterson, riuscirà con i suoi manicaretti, ma non solo, a scalfire il guscio che si è costruito attorno. Ma ciò che renderà, di nuovo, la vita di Arthur speciale e a cui darà una nuova voglia di vivere sarà uno strano braccialetto, ritrovato per caso all’interno di un armadio. Un braccialetto con vari ciondoli: un elefante, una tigre, un cuore e molti altri… ogni simbolo porterà Arthur alla scoperta di una nuova vita, una vita segreta di sua moglie, lo porterà a scoprire cose sul suo conto inimmaginabili, vivrà nuove avventure e incontrerà nuovi personaggi, un pò bizzarri ma molto molto simpatici. Grazie a questi personaggi del passato della moglie, Arthur capirà che la vita non va in una sola direzione e che non è tutto o bianco o nero, ma che si ci sono più direzioni da prendere e che il mondo contiene un’infinità di colori e nuove avventure proprio dietro l’angolo. Il braccialetto sarà in grado anche di unire una famiglia che per troppo tempo è stata divisa, un braccialetto “magico” che può ridare vita, gioia, amore e felicità a chi come Arthur pesava d’aver perso ormai da tempo.

Un libro che ho voluto assaporare molto lentamente pagina dopo pagina, mi ha fatto sorridere per le avventure/disavventure di Arthur ma che in fondo mi ha anche fatto commuovere. Ci fa capire che non sappiamo tutto delle persone che abbiamo accanto, forse certe volte è meglio non sapere ma alle volte tutto ciò ci può sorprendere.

Se siete alla ricerca di un buon libro e avete bisogno di una lettura simpatica e leggera, questo libro fa al caso vostro. Promosso a pieni voti.

5° tappa Blog Tour “Fragile” I.M Another, recensione e cinque motivi per leggerlo!

14956438_1515789771768548_7817765627171180341_n.jpgBentornati sul mio Blog e bevuti a tutti i nuovi iscritti! Oggi per voi la 5° tappa del Bt “Fragile” di I.M. Another. Recensione e cinque motivi per leggerlo, ma iniziamo subito con la recensione!

«È un tipo molto particolare, ha delle richieste specifiche. Se farai tutto come vuole, ti darà molti soldi. Più di quanti ne hai ricevuti finora. Vedi, lui esige che tu resti in silenzio. Sempre, Melanie, anche mentre godi, anche se… che ne so, se ti sculaccia. Non devi fiatare, non vuole sentire la tua voce. Non devi parlargli, non devi nemmeno salutarlo quando entra. Devi essere muta, chiaro?»
«Certo, si può fare. Cos’altro?»
«Non puoi vederlo.»
«Vuole bendarmi gli occhi, un classico.»
«Non esattamente. Vuole che tu non sia mai e poi mai in grado di riconoscerlo, perché è una persona alquanto… popolare. Quindi, alle dieci lui verrà e busserà tre volte sulla porta, poi aspetterà un minuto prima di entrare. In quel tempo dovrai assicurarti che la finestra e le tende siano chiuse, che la luce sia spenta, e dovrai coprirti gli occhi.»
«Ah, è già il mio preferito. Come si chiama?»
«Non posso dirti il suo nome. Chiamiamolo… Mister T.»

Melanie non ha idea di chi sia. Di lui conosce solo le mani esperte che la toccano, le labbra che la sfiorano, i respiri spezzati sulla pelle, e il piacere estremo con il quale la sconvolge, nel buio e nel silenzio di una camera d’albergo. Ma quando scoprirà la sua identità, niente sarà più come prima.

Parto subito con il dire che all’inizio mi ha vagamente ricordato “50 sfumature” e “Pretty woman”, ma non preoccupatevi non sono assolutamente simili! é stata una lettura che mi ha colpito davvero molto, sopratutto la protagonista! Dimenticatevi la solita ragazzetta che frigna per ogni cosa, pesante e che fa scenate su scenate assolutamente no! Melanie, una protagonista forte, determina, non si fa abbattere da niente e nessuno, cade e si rialza a testa alta l’ho amata fin dal primo momento.Altro personaggio che ho amato fin fa dall’inizio è Warren, simpatico, dolce, intelligente ma è soprattutto un grande amico. Invece sul protagonista maschile, non voglio dire troppo rischio spoiler, però posso dire che ci sono stati momenti in cui l’ho odiato! E altri in cui l’ho adorato, in alcune occasione mi ha fatto stringere il cuore si vede che sotto sotto non è come appare. Tornado a parlare della nostra protagonista, Melanie, dovete sapere che fa un piccolo lavoretto per racimolare soldi per poter andare via da una vita che ormai le va troppo stretta. Molti potrebbero non approvare questo lato “nascosto” di Melanie, che secondo me l’ha resa la ragazza forte che è.

“In Giappone, quando un oggetto fragile si rompe, viene riparato con l’oro. Le crepe rimangono visibili, e grazie ad esse diventa più prezioso, perché sono proprio i suoi punti di debolezza, le sue ferite, a renderlo unico.”

Altri potrebbero dire che è un libro volgare visto e rivisto, ma io non sono d’accordo! prima di tutto non l’ho trovato così tanto volare, ci sono in giro libri peggiore e più espliciti. Per quanto riguarda la storia trita e ritrita posso dire che nel suo piccolo questo libro ,sotto vari aspetti, è stato molto originale. Ma ora andiamo a vedere i mie cinque consigli per leggerlo.

  1. Vi manca Christian Grey? Mister T potrebbe essere un valido sostituto, ma attenzione non è la sua copia!

  2. Rimanendo in tema Christian grey, se avete amato “50 sfumature…” non lasciatevi scappare “Fragile”.

  3. Siete alla ricerca di una protagonista tosta? Bene l’avete trovata! é Melanie e la trovare in questo bellissimo libro!

  4. Siete alla ricerca di un libro dove l’amicizia tra maschio e femmina non deve per forza sfociare in gelosie, risse e scenate? Eccolo qui si intitola “Fragile”.

  5. E per ultimo cercate un libro mai noioso, piccate, interessante e intrigante? Ma che ve lo dico a fare?! è sempre lui “Fragile”.

    Qui sotto vi lascio il calendario, non perdetevi neanche  una tappa! E correte subito a leggere questo bellissimo libro! Non ve lo dico più! Potete acquistarlo Qui.

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8° tappa Blog Tour “Il nome del vento” cinque motivi per leggerlo!

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Ciao e a tutti e bevuti sul mio blog! Oggi ospiterò l’ottava tappa dedicata al Blog Tour del nuovo libro, edito da Mondadori ,”Il nome del vento”. Vi darò cinque motivi per leggerlo. Siete pronti?

  1. Amo moltissimi i libri che al loro interno contengo, una leggenda, una storia raccontata “in diretta”, se cosi si può dire, dal protagonista. Infatti vediamo la storia divisa in due parti una parte, attuale, e una parte del passato. Kvothe ci narra il suo passato, portandoci a sentire le sue emozioni facendocele vivere di persona. Durante il racconto ferma la sua narrazione e questo, almeno per me, accende ancora di più la curiosità.
  2. Abenthy, il primo maestro del nostro protagonista. Un personaggio che mi ha incuriosito fin dal primo incontro. Nella mia immaginazione assomiglia molto ad un famoso personaggio storico Italiano. Sa tutto sulla scienza, sulla chimica, sulla simpatia e molte altre cose. Chiedetegli qualcosa e lui vi saprà rispondere all’istante. Un fantastico personaggio che con Kvothe vi farà immergente ancora di più nella storia.
  3. Kvothe, il protagonista, l’ho amato fin da subito. L’ho trovato un personaggio circondato da un velo di mistero, sempre pronto su tutto, un personaggio con un leggendario passato ma che ora si nasconde. Un personaggio che sa essere divertente, brutale, senza paura ma soprattutto un magnifico attore. E grazie a questo dono riuscirà a farsi strada e a farsi aprire varie porte, soprattutto una!
  4. Le ambientazioni, le ho trovate fantastiche! Ho amato tutto dalla taverna, ai vari borghi e boschi dove con i genitori lavorava come artista di strada. Fantastiche le carovane e le canzoni create dal padre. Anche se una determinata canzone….
  5. La narrazione, si il libro è un piccolo mattoncino, ma non sarà mai noioso. Ogni volta si ha la sensazione che debba succedere qualcosa da un momento all’altro, il lettore si ritroverà in uno stato d’ansia fino alla fine e sarà impossibile staccarsi dalle pagine. Impossibile annoiarsi di questo libro. Vi colpirà tutto.

La mia tappa si conclude qui, spero che questi consigli vi invoglieranno a leggere il libro. Ho fatto fatica a trovare cinque motivi, fosse per me vi direi soltanto LEGGETELO!

Qui sotto vi lascio la trama e il calendario con tutte le tappe, seguitele sono tutte molto interessanti.

Trama: Ero distante solo due dozzine di piedi, lo vedevo perfettamente nella luce del tramonto. La sua spada era pallida ed elegante, tagliava l’aria con un suono freddo. La sua bellezza quella perfetta della porcellana. Era un Chandrian, un distruttore, e aveva appena massacrato la mia famiglia.” Per ritrovare quella mostruosa creatura e vendicare la sua famiglia, Kvothe è pronto a tutto. Costretto ad affrontare la fame e qualsiasi tipo di pericolo, il ragazzo sente crescere dentro di sé un potere magico che lo porterà all’Accademia, una spietata scuola di magia in cui nessun errore è permesso. Ma chi resiste ai duri anni dell’apprendistato poi sarà in grado, forse, di affrontare i propri spietati nemici e gli incubi peggiori. E Kvothe ora è pronto a vendicare il popolo nomade di attori con cui è cresciuto, massacrati insieme ai genitori dai demoni Chandrian, è pronto a diventare quello che sarà: potente mago, abile ladro, maestro di musica e spietato assassino, l’eroe che ha ispirato migliaia di leggende.

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Intervista a Giuseppe Ottomano autore del libro “1986”

Buondì e buone letture a tutti! Oggi per voi une bellissima intervista all’autore di “1986” Giuseppe Ottomano. Ho già letto e recensito il suo libro, mi è piaciuto davvero molto e per invitarvi a leggerlo ho voluto fare qualche piccola domanda all’autore. Se siete interessati a leggere la mia recensione cliccate qui.

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D – Com’è nato il tuo libro?

R – In primis “1986” nasce per raccontare uno spaccato dell’Italietta di una trentina d’anni fa, e allo stesso tempo un tipo di mentalità che era molto comune nei giovani maschi dell’epoca. Non è stato nelle mie intenzioni criticare e neppure mettere all’indice questo modello comportamentale, ma soltanto rappresentarlo nella sua inesauribile carica di comicità involontaria. A parte questo, ho voluto trasmettere un messaggio più profondo: il valore del tempo, che ci scorre davanti inafferrabile. Così ho provato a ribaltare le condizioni; e per mezzo di un paradosso temporale i due protagonisti del libro vivono una staticità pressoché assoluta nel corso di un trentennio, e questa staticità non risiede solo nel loro modo di essere, ma anche in uno scenario storico che rimane immutato.

D – C’è un pizzico di te in Andrea e Tommy?

R – Spesso in letteratura un autore tende a mimetizzarsi dietro personaggi immaginari per delineare tratti della propria personalità, della propria vita o addirittura delle proprie aspirazioni. Ma ovviamente non è solo questo, e pur prendendo spunto dal vissuto personale, cerca di delineare figure che siano il più possibile originali. Nel caso di Tommy e Andrea, i due protagonisti di “1986”, posso dire che rappresentino la sommatoria di più personalità in cui ho avuto occasione d’imbattermi, compresa in parte la mia. Resta inteso che nel tratteggiarli ho preso a riferimento quello stereotipo, o meglio quella caricatura, del maschio italiano degli anni Ottanta, a cui ho accennato prima.

D – Fantastica l’idea del viaggio per l’Europa: sei anche tu un viaggiatore? Hai visitato gli stessi luoghi dei nostri protagonisti?

R – Come tanti altri, anch’io adoro viaggiare. E in veste di viaggiatore, in passato ho visitato i luoghi, in cui è ambientato il romanzo. Quindi, per descriverli ho attinto anche ai miei ricordi personali. Ho voluto intendere il viaggio come una metafora dell’esistenza. Il viaggio raccontato nel libro va avanti, ma ogni nuovo luogo sembra rassomigliare al precedente, come se si trattasse di un percorso che converge inevitabilmente sempre sulla stessa meta. Milano è il punto di partenza, come se fosse l’inizio di una semiretta, mentre Berlino, pur essendo l’ultimo capitolo del romanzo, non rappresenta il punto d’arrivo. Infatti la storia rimane sospesa, facendo balenare l’impressione che la saga dei due protagonisti possa andare avanti all’infinito.

D – Perché hai voluto ambientate il tuo libro nel 1986?

R – A essere franchi ci sono due motivazioni: una di carattere “celebrativo”, in quanto il 1986 cade esattamente trent’anni fa, e un’altra più personale. Infatti, nel 1986 avevo vent’anni e avevo riacquisito lo status di libero cittadino dopo il servizio militare, proprio come i due protagonisti del romanzo. Pertanto è un momento storico che conosco direttamente e di cui conservo un ricordo ancora abbastanza vivido. Raccontandolo, ho avuto occasione di approfondirlo, e devo dire che è stata un’operazione intrigante. Era un’epoca in cui una parte della gente provava un’irrimediabile nostalgia dell’atmosfera crepuscolare degli anni Settanta, mentre un’altra parte ne festeggiava l’addio cercando di darsi alla pazza gioia in un rito che voleva essere un inno al ritorno alla vita. Eppure in realtà questa apparente euforia conteneva una inquietante carica edonistica e un’esaltazione della superficialità in chiave anti-intellettualistica, sostanzialmente un rigetto del decennio appena passato.

D – C’è una scena a Nizza che riguarda Andrea e il bagno che mi ha fatto morire dal ridere, rido tutt’ora; come ti è venuta in mente una scena del genere? Io la trovo fantastica! E soprattutto quanto hai riso a scriverla?

R – Apparentemente può sembrare una scena di umorismo crasso, ma in realtà ho voluto raffigurare uno spaccato del carattere maschile. Andrea, il protagonista, è un personaggio esuberante e temerario, tanto che dà l’impressione di non conoscere il significato della paura, quasi fosse la reincarnazione di un pirata vichingo; eppure ha un suo tallone d’Achille, per la precisione nella stipsi, di cui non è chiaro se soffra davvero, o se più banalmente la interiorizzi per ipocondria. Così “l’impavido Andrea” si trasforma in una sorta di “Calimero”, e drammatizza la situazione fino al parossismo, toccando un vertice, anche a mio parere irresistibile, di comicità.

D – Ultima domanda, hai mai incontrato i tuoi personaggi in sogno? Te lo chiedo perché a me spesso e volentieri capita, soprattutto quando un libro mi prende molto mi succede di sognare i personaggi e i luoghi del libro.

R – Sai, Sabrina, come ho già precisato, i miei personaggi immaginari nascono da contesti reali, e una parte di questi li incontravo quasi quotidianamente nella vita reale. Oggigiorno li incontro più di rado, perché le persone e il contesto storico-sociale si sono trasformati profondamente. Con ogni probabilità abbiamo perduto quella vena di spensieratezza e incoscienza, che a guardarla in retrospettiva, ci rendeva meravigliosamente pittoreschi.

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2° tappa del blog tour dedicato al libro “25 grammi di felicità” Massimo Vacchetta com Antonella Tomaselli

15007635_1355647611115153_456776357_o.jpgCiao a tutti lettori e lettrici, eccomi con la 2° tappa del blog tour dedicato al libro “25 grammi di felicità” edito da Sperling e Kupfer e da pochi giorni già disponibile in tutte le librerie. Oggi vi parlo di ricci famosi sul web e delle loro carinissime foto. Il più famoso, su Instagram con 380.000 followers , è senza dubbio Biddy il riccio viaggiatore infatti in molte foto è ritratto con dei bellissimi paesaggi: Bellissime cascate, montagne piene di neve e tanti altri fantastici luoghi da sogno. Un musino bellissimo che regala a chi lo guarda gioia e serentità. Un riccio viaggiatore che potrebbe fare invidia a molti suoi simili e non.

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Secondo ricco famoso sul web, e mio preferito, è Huff il ricco vampiro, un piccolo riccio africano con una grandissima particolarità che lo rende unico e famoso, i suoi dentini a zanna, ecco perchè il soprannome. Famoso anche lui su Instagram con più di 12mila followers. Impossibile non innamorarsi di questi piccolini.

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Non è bellissimo? Io lo trovo dolcissimo e super tenero, voglio un riccio anch’io!

Il terzo posto è occupato da un altro carinissimo piccolo, un riccio Giapponese, il riccio Maraturo. Anche lui approdato sui vari social network dove ha subito spopolato con un’infinita di followers, ma la sua particolarità sono i travestimenti che il suo padrone idealizza per lui. Passa da un vestito alla Charlie Chaplin ad un vestito giacca e cravatta e molti altri uno più bello dell’altro, che rende il piccolo unico e inimitabile.

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Impossibile rimanere impassibili davanti a queste carinissime foto e al suo simpaticissimo soggetto.

Con questa tappa ho voluto farvi conoscere i ricci più famosi del web, quelli che mi hanno colpito di più e invitarvi, se siete curiosi, a seguire tutte altre tappe del tour e a leggere il libro tratto da una storia vera, dedicato proprio all’incontro con un piccolo riccio e alla sue piccole avventure di ogni giorno.

Trama: «Te ne potresti occupare tu per questi due giorni?» Inizia più o meno così l’amicizia tra Massimo, veterinario specializzato nei bovini, e un riccetto orfano. Il cucciolo ha pochi giorni, è tutto rosa, e ha sul dorso una corona di aculei bianchi e morbidi, un po’ scomposti. Pesa solo 25 grammi e pigola piano: ha fame, o freddo, o forse si117978882006hig_4_227x349_exact sente solo. Un pianto tanto disperato che scalfisce la corazza di abitudini e apatia che Massimo si è costruito. È così che Ninna – sì, perché il riccetto spettinato si rivela una femmina –
stravolge la sua vita con la forza della sua personalità. È curiosa e appena «annusa» novità si affaccia dal suo rifugio; è giocherellona, e si diverte a rovesciare con il naso la ciotola dell’acqua; è affettuosa e lo lecca pazza di gioia dopo una lunga assenza. Però è anche un animale selvatico e reclama la sua libertà: la gabbia le va sempre più stretta e la sua felicità è fuori nei boschi… In questo libro, Massimo Vacchetta racconta lo straordinario incontro che lo ha aiutato a uscire da un periodo buio e gli ha dato un nuovo scopo: creare un centro di recupero per i ricci, una specie minacciata dalla nostra disattenzione, e aiutare gli esemplari in difficoltà. Come Trilly l’impenitente dongiovanni, o la fragile Lisa che ha conquistato tutti con il suo sguardo, o Zoe che ha saputo resistere a ogni colpo. Animaletti feriti, maltrattati, indifesi, ma in grado di trasmettere una grande voglia di vivere.